LA LAZIO INCHIODA LA ROMA

I ragazzi di Bollini hanno risposto alla grande sul campo, dopo le prime critiche mosse dall’opinione pubblica in seguito alla brutta sconfitta subita due settimane fa tra le mura amiche contro il Siena. L’hanno voluta davvero, ci credevano, hanno dato l’anima per la maglia biancoceleste e con perseveranza, caparbietà, carica agonistica, voglia di agguantare l’obiettivo finale a tutti i costi, hanno raggiunto il proprio scopo. La Roma ha iniziato meglio, ma a lungo andare, ha prevalso la voglia e la capacità di rimanere concentrati per tutto l’arco del match. Non sono bastati i singoli, seppur molto validi tecnicamente, alla compagine giallorossa. E’ la vittoria di un gruppo di amici, pieno zeppo di Laziali, che sta seguendo con attenzione il proprio tecnico sin dal primo giorno di ritiro…

CI SONO KOZAK E CAVANDA – Come annunciato alla vigilia, mister Bollini schiera dal primo minuto Libor Kozak al centro dell’attacco biancoceleste, con Cinque inizialmente relegato in panchina. Prima esclusione per Adeleke, al posto del quale il tecnico decide di inserire Capua. Sorpresa sulla corsia destra di difesa con il ritorno di Luis Pedro Cavanda. Il belga-angolano ha smaltito la contusione alla caviglia rimediata in Nazionale. La squadra, per volere dello stesso Bollini, ha effettuato il riscaldamento su uno dei campi “nascosti” del centro sportivo di Formello.

PRIMO TEMPO – La Lazio inizia male il proprio derby. La Roma sembra essere più in palla e già nei primi minuti mette costantemente in difficoltà la squadra biancoceleste che non riesce a superare la metà campo. Il centrocampo sbaglia alcuni disimpegni, la manovra stenta ad essere fluida, i giallorossi premono, ma, per fortuna, non pungono sotto porta. Dopo circa 20 minuti di sofferenza, però, la Lazio esce dal guscio e comincia a macinare gioco. Al 23′ Ceccarelli ci prova con un morbido sinistro da fuori, Pigliacelli non ha problemi a bloccare. Tre minuti più tardi, il vantaggio: lo stesso numero 7 di casa serve in profondità Kozak sulla destra, il ceco alza la testa e serve al limite dell’area Perpetuini. Egregio stop del capitano e tiro a giro “alla Del Piero” che si insacca sotto il sette. E’ il delirio a Formello. Riccardo impazzisce di gioia e bacia l’Aquila sul petto, mandando in visibilio i circa 2000 tifosi presenti sulla tribuna del campo centrale. La Roma accusa il colpo ed arretra il proprio raggio azione. Ora è la Lazio ad avere in mano il pallino del gioco e Ceccarelli sulla destra è una vera e propria spina nel fianco per la difesa giallorossa. Il biondo attaccante ha la possibilità di raddoppiare ma dopo una straripante azione sulla corsia di competenza, spara su Pigliacelli in uscita. Prima del duplice fischio del direttore di gara, la Roma si riaffaccia dalle parti di Berardi con un paio di conclusioni dal limite dell’area di rigore che il numero 1 di casa controlla senza affanni.

SECONDO TEMPO – La ripresa sulla falsariga del primo tempo. La Lazio tiene ottimamente il campo, orchestra la manovra con sagacia ed intelligenza tattica, la spinta della Roma è decisamente più flebile rispetto ai primi 20 minuti di gioco. Nel giro di un un minuto, le prime due emozioni del match portano la firma di Viviani da una parte e di Libor Kozak, che prova a sorprendere Pigliacelli con un destro dai 30 metri, dall’altra. Il gigante ceco, prestato da Reja a Bollini, quest’oggi è stato uno dei migliori in campo, ha fatto salire ottimamente la squadra, tenendo palla e lottando come un leone contro i due centrali giallorossi. Al 9′ un fallo decretato per irregolarità su Capua, dal sig. Irrati di Pistoia, porta sul punto di battuta Ceccarelli che con un sinistro magico fa tremare la traversa della porta romanista. E’ il preludio al raddoppio che arriva nove minuti più tardi: Barreto si libera sulla trequarti campo giallorossa e serve in profondità Ceccarelli. In apparenza il pallone sembra troppo lungo, ma il numero 7 ci crede, anticipa Pigliacelli e da posizione angolatissima (dalla linea di fondo campo, spostato sulla destra) beffa la retroguardia di De Rossi con una strepitosa traiettoria a giro. E’ il terzo gol in campionato e sempre il terzo negli ultimi tre derby per l’attaccante capitolino. La Roma, scossa dal doppio vantaggio biancoceleste, cerca di scuotersi e mette paura a Berardi, bravo comunque a neutralizzare il doppio tentativo di Caprari, uno dei migliori tra gli ospiti, nel giro di cinque minuti. Nel frattempo, sopra la tribuna del campo centrale i giocatori della prima squadra, in partenza per Bari, si gustano lo spettacolo dei propri “colleghi” più giovani. Tra di loro “spunta” all’improvviso anche Claudio Lotito, sonoramente contestato dai supporters biancocelesti. Intanto Adeleke, quest’oggi relegato in panca, sostituisce un positivo Gonzalo Barreto e dà il la al terzo gol laziale. Affondo dirompente sulla corsia mancina del nigeriano e cross basso per l’accorrente Kozak, che bagna con un preciso rasoterra scagliato dal dischetto di rigore il suo ritorno con la maglia della Primavera. Tre a zero e la gente canta la propria felicità. A partita ormai conclusa, mentre molti tifosi della Roma avevano già da tempo abbandonato il centro sportivo, arriva anche il poker firmato Lorenzo Cinque abile a sfruttare un’ottima sponda aerea di Trombetta.

Al triplice fischio finale i ragazzi sul terreno di gioco impazziscono di felicità, si abbracciano e corrono entusiasti sotto i tifosi biancocelesti. Oggi si fa un’eccezione, la società non si arrabbierà, le maglie vengono regalate alla gente laziale. E’ un tripudio. E’ la vittoria di un gruppo fantastico, che non smette mai di seguire il proprio maestro, che lavora con impegno e dedizione durante la settimana, un gruppo umile, capace di trarre insegnamento dai propri errori e di ripartire di slancio come successoquest’oggi dopo la sonora sconfitta contro il Siena. E’ la vittoria dei Laziali, quelli veri, quelli che danno tutto per questa maglia, che l’hanno onorata anche e soprattutto oggi, nell’appuntamento più sentito della stagione. E’ la vittoria di una difesa che ha in Campoli e Crescenzi una coppia di centrali difensivi dal sicuro avvenire, un centrocampo che macina chilometri e costruisce gioco, e un attacco che con con un attaccante talentuoso come Ceccarelli può davvero far sognare…

IL TABELLINO:

Lazio-Roma 4-0 (1-0)

Reti: 26′ Perpetuini, 64′ Ceccarelli, 75′ Kozak, 92′ Cinque

Lazio (4-3-3): Berardi; Cavanda, Pantano, Campoli, Crescenzi; Zampa, Ceccarelli (81′ Cinque), Capua; Kozak (89′ Trombetta), Perpetuini, Barreto (69′ Adeleke).
In panchina: Scarfagna, Vilkaitis, Lanni, Pala. Allenatore: Alberto Bollini.

Roma (4-2-3-1): Pigliacelli; Caratelli (10′ De Prosperis), Frascatore, Orchi, Barba; Viviani, Caprari; Florenzi, Dieme, Verre (64′ Ciceretti); Politano (65′ Piscitella).
In panchina: Pena, Carboni, Falasca, Leonardi. Allenatore: Alberto De Rossi.

Arbitro: Massimiliano Irrati (sez. Pistoia)
Assistenti: Romei (sez. Firenze), Pedrini (sez. Prato)
Ammoniti: Cavanda (L), Campoli (L), Ceccarelli (L), Orchi (R), Florenzi (R).
Fonte: Riccardo Mancini – lalaziosiamonoi.it