MISTER CORONA LASCIA LA GUIDA DELL’AZZURRA 1998
Il mister, messosi in contatto con la nostra redazione, ci comunicava di aver rassegnato le dimissioni e ci dichiarava quanto segue: “Sono giunto a questa conclusione dopo aver esaminato con attenzione tanti fattori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso c’è stata in occasione della gara dell’ultimo turno, in cui ospitavamo il Roccella e che ha portato purtroppo ad un’altra sconfitta, la quattordicesima stagionale. Certo un magro bottino, completato da solo tre vittorie, quando ad inizio stagione i propositi erano ben diversi. Essendo squalificato ho assistito alla partita dagli spalti. Era l’occasione giusta per poter osservare la squadra con l’occhio dello spettatore, del tifoso. E mi sono accorto ancora di più di quello che non andava.. Ho visto dei ragazzi demotivati, deconcentrati e svogliati. La squadra giocava in modo superficiale e confusionario, senza attenersi a quelle che erano state le mie disposizioni riguardanti il match in questione. Tutto ciò non ha fatto altro che alimentare i mie dubbi, circa il mio ruolo all’interno della società. Forse ho sbagliato l’approccio con i ragazzi? Forse non sono riuscito a diventare quel punto di riferimento che un allenatore dovrebbe rappresentare all’interno dello spogliatoio?Mi sono continuato a porre tutte queste domande pur essendo consapevole di aver svolto egregiamente il mio lavoro. Se così non fosse stato, la società, dopo la passata stagione in cui ho allenato i Giovanissimi, non mi avrebbe “premiato” affidandomi gli Allievi Regionali. Poi, di solito, l’organico di una categoria , almeno di base, rimane lo stesso, logicamente con qualche innesto o cessione di giocatori, per disputare i campionati di categoria maggiore. La rosa dell’Azzurra, però, era completamente rinnovata, e quindi era preventivato che, almeno nei primi incontri, ci sarebbero state delle difficoltà, sia dal punto di vista del gioco che da quello dei risultati. Sin dall’inizio ho messo a disposizione tutta la mia esperienza e la mia professionalità. Con alti e bassi qualcosa sembrava muoversi, c’era più armonia in campo e giungeva anche qualche vittoria che sembrava caricare e dar fiducia ai ragazzi. Ma poi, puntualmente si ricadeva nel baratro, negli stessi errori ed i frutti stentavano a maturare. Ho incominciato a lavorare anche sul piano psicologico, per tentare di capire meglio le problematiche dei miei giovani calciatori. Ma soprattutto ho cercato di far sbloccare coloro i quali hanno grosse potenzialità e qualità calcistiche ma, chissà per quale motivo, non riescono o non vogliono tirarle fuori. Quindi si arriva ad un punto che, tirate le somme, si decide di mettersi da parte. Spero che queste mie dimissioni diano la scossa necessaria a tutto l’entourage dell’Azzurra. Una società che tanto sta facendo e che merita di ottenere grandi successi. Se ho deciso di tirarmi fuori, non è certo per vigliaccheria o perché non sono capace di far fronte a situazioni difficili. Io sono cosciente delle mie capacità, ma sono anche il primo a sapersi mettere in discussione per il bene degli altri. I rapporti con la società sono e rimarranno ottimali. Soprattutto nella persona del dirigente Natale Cuzzucoli che tanto ha insistito affinchè ritornassi sulla mia decisione ma che alla fine ha rispettato la mia scelta. Seguirò ugualmente la squadra ma come tifoso e come persona legata ad una società che mi ha dato tante opportunità ed alla quale ho dedicato tutta la mia esperienza umana e professionale”.
Francesco Mancuso
