L’INTERVISTA A VITTORIO SURIANO, NUMERO 1 DEL CITTA’ DI AMANTEA
Tra le persone più rappresentative di questa società calcistica emerge la figura di Vittorio Suriano, allenatore dei Giovanissimi e degli Allievi Regionali, ed insieme a Salvatore Miceli guida della compagine nella categoria Juniores. Vittorio Suriano si presenta come un appassionato di calcio ed ottimo conoscitore dello sport più bello del mondo. Calcisticamente ha da sempre giocato nei dilettanti fino ad arrivare alla serie interregionale. Attaccante veloce, opportunista e soprattutto “abile cascatore d’area”, alla Pippo Inzaghi, tanto per intenderci, fa il suo esordio nell’Amantea tra il 1986 ed il 1987. Successivamente passa al Villapiana e nel biennio 1989-1991 vince un campionato di Eccellenza ed uno Interregionale con l’Adelaide Nicastro. Tra il 1991 ed il 1993 ritorna alle origini militando nelle file dell’Amantea con la quale percorre la strada dalla 1ª categoria fino all’Eccellenza, ed in quest’ultima serie fa le sue ultime apparizioni di calcio giocato. Poi inizia la carriera da allenatore con il passaggio alle giovanili del Rende dal 1993 al 1996 e con gli Allievi Regionali rappresenta la Calabria per ben due volte alle finali nazionali. Tra il 1997 ed il 1998 guida il Campora in Promozione ed il Sambiase in Eccellenza tra il 2001 ed il 2002. Successivamente guida il Capo Vaticano dalla terza categoria fino all’Eccellenza, vincendo i play off regionali fino ad arrivare a disputare una semifinale nazionale con il più quotato Brindisi. Nel 2008 allena lo Scalea in Eccellenza e sempre nella stessa divisione, nel 2010, ed in Promozione, nel 2011 si occupa dell’Amantea. Poi il rientro alle giovanili del Città di Amantea 1927, con la guida della prima squadra e dei Giovanissimi ed Allievi Regionali e nella stagione corrente, coadiuva la Juniores insieme a Salvatore Miceli. Contattato dalla nostra redazione abbiamo poi posto qualche altra domanda a mister Suriano.
D. – Mister, un Città di Amantea impegnato in tutte le categorie. Analizziamo questo scorcio di Campionato. Ci fa conoscere il suo punto di vista?
R. – “Per quanto concerne la Juniores possiamo dire che è il nostro fiore all’occhiello. La classifica parla chiaro, con sei vittorie, un solo pareggio e soprattutto nessuna sconfitta e con ben quattro lunghezze sulla più diretta inseguitrice che è lo Scalea. Una grossa soddisfazione per un gruppo composto al 90% da under 18 che si allena con la prima squadra di Cipparrone che milita in Promozione. Un risultato, certo, che va oltre le nostre previsioni e questo non ci può fare altro che piacere. La nostra speranza è quella di perseguire questa strada e migliorarci sempre di più, perché siamo coscienti delle nostre forze sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo. Anche con gli Allievi stiamo disputando un buon Campionato. Stiamo impiegando per 8/11 ragazzi del ’97 che si stanno ben comportando. Certo il Marca viaggia a vele spiegate ma la nostra terza posizione, ad un solo punto dalla seconda piazza, ci va ben sperare per un prosieguo che ci può dare tante soddisfazioni e ci fa gettare le basi per il prossimo anno. Discorso un po’ diverso va fatto per i Giovanissimi, dei quali molti del ’99 e dove purtroppo si fa sentire la mancanza di un gruppo non altamente qualitativo. La classifica ci vede ultimi ad un solo punto con l’altra squadra di Amantea, la Promosport, ma questo non ci deve demoralizzare anzi deve essere uno stimolo in più a fare meglio”.
D. – Oltre all’aspetto tecnico-tattico, cosa ritiene importante per la formazione calcistica di un ragazzo?
R. – “Senza ombra di dubbio uno degli aspetti più importanti è quello psicologico. L’atleta va trattato con il bastone e la carota, nel senso che ci deve essere disciplina ma anche un supporto al giovane calciatore che si trova in quella fase critica e delicata dell’età adolescenziale. Bisogna stargli vicino, capire il suo pensiero ed in questo conta molto la collaborazione con i genitori, affinché il ragazzo possa crescere e maturare sia dal punto di vista sportivo che sociale in generale. Questo è lo scopo principale della nostra società calcistica”.
D. – Predilige qualche modulo? Si ispira a qualche tecnico in particolare?
R. – “Guardi, io sono un precursore del 4-4-2. Per quanto riguarda la mia ispirazione, rimanendo in casa nostra, un’ammirazione particolare va ad Arrigo Sacchi che ha letteralmente rivoluzionato il calcio italiano, rendendolo più spettacolare. Attualmente seguo con piacere Conte, non solo perché sono Juventino, ma anche la Roma di Zeman ed il calcio propositivo di Montella”.
D. – Vorrei chiudere questa breve intervista chiedendogli un suo giudizio sul calcio locale ed in particolare su quello della nostra regione.
R. – “Dal punto di vista qualitativo, bisogna dire che abbiamo tutte la carte in regola per vedere un giorno qualche nostro giocatore fare quel salto di qualità nel calcio che conta. A livello strutturale, purtroppo, quello che ci penalizza è la carenza di impianti. Per quanto ci riguarda, ogni domenica, anche se giochiamo in casa, siamo costretti a migrare nei paesi limitrofi in quanto, con un solo campo a disposizione, solo gli Allievi disputano gli incontri ad Amantea. La Juniores si sposta a Campora, mentre i Giovanissimi si recano dalla vicina Longobardi, e per questo dobbiamo veramente ringraziare la loro amministrazione comunale che ci mette a disposizione la loro struttura. Però voglio sottolineare che tutto ciò non ci impedisce di andare avanti, anzi è uno stimolo in più e colgo l’occasione anche per ringraziare Amato Salvino, Franco De Raffaele e Daniel De Luca, dei veri factotum della società, che tanto hanno fatto e tanto stanno facendo per realizzare, insieme al sottoscritto, il progetto che il Città di Amantea 1927 si è prefissato”.
Francesco Mancuso
