RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: LA LETTERA DI LEO PLUTINO
lo faccio prendendomi personalmente le colpe di tutto, certo e convinto che per primi noi adulti dobbiamo dare l’esempio ai nostri ragazzi, dobbiamo essere testimoni di cosa sia il calcio, uno sport, un momento di confronto e aggregazione, di solidarietà verso la propria e avversaria squadra che rappresenta sul campo di gioco un obiettivo per cui lottare e alla quale dedicare la vittoria, un momento di lealtà.
Sarebbe stato facile oggi a mente fredda dare le colpe a questo o quel giocatore, questo o quel dirigente, perché ha fatto o no gesti non belli e non ammissibili, ma io in prima persona sono uno nel campo di calcio impulsivo e focoso, che però sono stato pronto a dire quando giusto che c’era un rigore non dato alla squadra avversaria (non in questa partita) e in un altro caso a dire all’arbitro che ci aveva accordato un rigore che non c’era, so come ogni persona che legge queste righe come si svolge una partita di calcio, e ciò che da essa possa scaturire giusto o sbagliato. Le mie scuse vanno ai ragazzi e dirigenti della Virtus Villese, che hanno meritato di vincere la gara, le mie scuse vanno alla lega calcio in quanto costretta a registrare ciò, e le mie scuse vanno al direttore di gara e osservatore. Detto ciò e nello spirito democratico, mi chiedo, soprattutto per rispetto di chi organizza e dei miei ragazzi che lavorano nel bene e nel male impegnandosi, perché una partita debba durare nel primo tempo 36 minuti invece dei 40 previsti, perché se una squadra arriva in ritardo è passibile di multa invece l’arbitro è giustificato, perché se un dirigente o giocatore sbaglia viene punito e invece per l’arbitro passa come un insegnamento…deve imparare, perché se un dirigente chiede spiegazioni a un arbitro deve avere come risposta che non si sta giocando la coppa dei campioni e ridergli in faccia e nel ribattere a ciò deve venire espulso, perché un arbitro debba rispondere o indispettirsi per ciò che dice il pubblico che ha il diritto, lecitamente di esprimere ogni parere, perché un arbitro debba ritrovarsi più volte la stessa squadra da arbitrare, perché un arbitro debba essere coetaneo o addirittura compagno di scuola dei ragazzi . Questo ho notato, credo non solo io, anzi chi di dovere sicuramente, in molte partite non solo in questa. Tutto ciò non per giustificare nulla ma per precisare che noi non siamo incivili, ma semplicemente uomini e ragazzi che sbagliano e fanno errori, per il resto sfido chiunque, squadre avversarie e arbitri, a lamentarsi dell’accoglienza a Bova Marina, dove vive gente civile ma nello stesso tempo con gli occhi aperti. Con questo spirito e questi dubbi, proseguiamo il nostro campionato certi che certe cose non accadranno più, ma certi pure che questi nostri interrogativi siano esauditi. In noi non cambierà nulla anzi aumenteremo il nostro impegno, se fino a oggi abbiamo dato il 100%, da oggi in poi daremo il 200 perché sono certo che ognuno ha modo e diritto di ritagliarsi le proprie soddisfazioni sportive sia vincendo che perdendo, ma certi di essere leali e dando il massimo. Grazie al direttore de ilcalcioonline che spero pubblicherà queste mie righe.
Leo Plutino
