LA LAZIO IN ATTESA DELLA FINALE NELLE PAROLE DI MISTER BOLLINI

Mister, come sta vivendo la Sua Lazio la vigilia di questa Finale?
“Se una settimana fa mi avessero detto che saremmo rimasti qui fino al 9 di giugno ci avrei messo subito la firma. Al di là degli scherzi, siamo contentissimi di essere andati anche oltre le aspettative. Non che non ci sperassimo o che non ci credessimo, ma non abbiamo avuto alcuna pressione a livello ambientale o societario per raggiungere questo traguardo, e per questo io ed i miei ragazzi la viviamo e la vivremo nella tranquillità più assoluta”.

Ci sono altre finali scudetto nel passato di Alberto Bollini: uno scudetto nel 2001 e una finale proprio contro l’Inter nel 2007, quando lei era alla guida della Sampdoria. Come si prepara una partita del genere?
“Si prepara in base a quelle che sono le caratteristiche tecniche e tattiche della squadra, quindi senza stravolgimento alcuno di quelli che sono i canoni del nostro lavoro. Se si guarda ai dettagli, sicuramente bisogna cercare di centellinare al meglio le energie fisiche, ma soprattutto preservare la serenità dei ragazzi, in particolar modo di quelli che non sono abituati, durante il Campionato, alla mediaticità di un evento come le Final Eight: finchè le notizie, come sto leggendo in questi giorni, sono positive ed enfatizzano l’aspetto sportivo e la capacità conciliativa dello sport, possono far bene ed essere utilizzate a nostro vantaggio; quando, invece, subentrano il pettegolezzo e le voci di mercato, può crearsi una confusione nei giocatori che va gestita con una certa delicatezza”.

Di questa Lazio, in molti hanno sottolineato la grande abilità nelle ripartenze, la grande velocità davanti, ma anche il fatto che questa squadra sia anagraficamente la più matura. Qual è invece secondo Lei la caratteristica principale della Sua squadra, il punto di forza che può consentirle di raggiungere la vittoria finale?
“E’ vero che abbiamo qualche calciatore del 1992 in più degli altri, ma è anche vero che abbiamo un titolare, Marin, nato nel ’95, e che è sceso in campo anche Crecco che è un altro ragazzo del 1995. Siamo, quindi, insieme al Milan, l’unica squadra che ha fatto giocare nelle Final Eight dei ragazzi classe ‘95. Dal punto di vista tecnico c‘è stato un grosso miglioramento dall’inizio dell’anno delle abilità individuali, e cerchiamo di impostare un certo tipo di gioco che le sfrutti al meglio. Un’altra caratteristica che mi piace molto dei miei ragazzi è il senso del dovere e il valore della maglia, che nei momenti di difficoltà rappresentano un valore aggiunto per questa squadra”.

C’è qualcosa in particolare che teme della squadra che andrà ad affrontare domani?
“Innanzitutto sostituirei il concetto del “temere” con quello di “grande rispetto”, perché non è un caso che l’Inter abbia tutte le squadre delle varie categorie giovanili titolate negli ultimi anni, e che sia in vetta in tutti i Campionati. Ha appena vinto un Campionato Italiano “Berretti”; questo è frutto di una programmazione di lungo periodo, che permette di far crescere i ragazzi all’interno della stessa società e di ritrovarsi, poi, una Primavera già praticamente pronta; in questo modo si crea una squadra che ha fisicità, individualità e che esprime un collettivo da categoria superiore. Questo emerge anche dai risultati straordinari che questo gruppo ha conquistato vincendo la Next Gen Series, che ha dato non soltanto lustro al calcio giovanile, ma ha dato un risultato importante all’Italia ed un’esperienza fantastica agli stessi giocatori, che si possono confrontare già a quest’età con il calcio straniero, traendo da ciò una eccezionale occasione di maturazione e crescita. Ciò significa anche consacrare la figura di un allenatore, per il quale (Andrea Stramaccioni) tra l’altro ho un grande ammirazione. La cosa a cui dovremo stare attenti sarà, quindi, la forza e la qualità individuale che hanno questi giocatori, ma soprattutto la forza della squadra”.

Cosa dirà ai suoi ragazzi, prima della gara?
“Non dirò nulla in particolare ai ragazzi, faremo tutto quello che facciamo abitualmente prima di una gara, con la consapevolezza di una posta in palio molto alta e a cui teniamo tantissimo; allo stesso tempo, però, non ci sarà un carico eccessivo di responsabilità, né voglio un’emotività troppo elevata”.

Cosa vede nel futuro dei suoi ragazzi e nel suo?
“Dobbiamo distinguere due tipi di percorsi futuri: abbiamo un gruppo di ragazzi del ’92 che termina il percorso del settore giovanile e, come dico sempre, quando finisce un percorso nel settore giovanile ne comincia un altro che deve rimanere strettamente concatenato; è importante andare al posto giusto, con le persone giuste, in modo che la valorizzazione del giovane prosegua. Credo che sia meglio una categoria in meno, ma andare a giocare. Questo è ovviamente compito della società; magari qualcuno rientrerà nei piani della prima squadra e per noi sarebbe una grande soddisfazione. Ci sono poi i ragazzi del ’94 e del ’95 che l’anno prossimo saranno ancora con noi ed il cui percorso continuerà nella Primavera”.Il mio futuro, invece, in questo momento si chiama esclusivamente “Lazio”; la prossima settimana farò una chiacchierata approfondita con la società: è un ambiente nel quale mi trovo molto bene, al quale sono estremamente legato. A seguito di questo confronto diretto, decideremo insieme”.

Da quest’anno, la Lega Serie A ha deciso di intitolare il Premio di Miglior Calciatore della Fase Finale del Campionato Primavera TIM alla memoria di Piermario Morosini, che questo premio l’aveva vinto nel 2005; ci indica 3 dei suoi che candida alla vittoria di questo premio?
“Intanto devo dire che concordo appieno con la vostra scelta: tutto il mondo del calcio in quei giorni è rimasto molto colpito dalla scomparsa di Morosini. Per noi della Lazio quell’evento è coinciso con un altro grande dramma, la morte di Mirko Fersini, un nostro ragazzo degli allievi.Il calcio, in quei giorni, sembrava aver perso la sua componente di gioco; il fatto che la Lega Serie A dia la vitalità sportiva a questi ragazzi, ricordando nello specifico Morosini, con un premio è straordinario.In merito ai nomi, è chiaro che ci si riferisce alla sola Fase Finale, quindi, non posso non citare Emmanuel Sani, che è stato prezioso e decisivo per noi. E’ chiaro che citare solo tre calciatori dei nostri può sembrare riduttivo nei confronti del resto della squadra, ma mi sento di elogiare Berardi, il nostro capitano, che non solo ha fornito ottime prestazioni, ma trasmette anche personalità e sicurezza alla squadra; per ultimo, forse, citerei Zampa che ha già esordito in Serie A TIM. Sottolineo, però, che è una scelta molto difficile, perché mi sentirei di mettere anche altri giocatori”.

Formazione: conferma gli undici che hanno avuto la meglio sulla Roma in Semifinale?
“Prima di decidere la formazione, parlo sempre col mio magazziniere ed in base a quello che vede ed interpreta io faccio le mie scelte: la maglietta più sudata in allenamento, le facce, gli umori, le caratteristiche dei ragazzi”.

FONTE: lalaziosiamonoi.it