TDR 2017; DIAW DOUDOU GUIDA LA PUGLIA

Una lunga vacanza. Proprio così, Diaw Doudou, senegalese, arriva in Italia vent’anni fa per un soggiorno di relax e da allora non è più andato via. Un tracciato di tutto rispetto da calciatore come difensore, dimora fissata a Bari dove pianifica la famiglia, Simona, la moglie, due figli, Amira, nove anni e Nicolas, sei. E una volta appese le scarpe al fatidico chiodo, evento che risale a quattro anni fa, la decisione di abbracciare la carriera di allenatore. Due anni al servizio della New Football Academy Bari, nei segmenti giovanissimi e allievi, poi l’accattivante e irrinunciabile chiamata della Figc pugliese. «Ero in una emittente televisiva barese – ha raccontato con dovizia di particolari Doudou – quando mi arriva una telefonata di Vincenzo Tavarilli. Chiusa la trasmissione, lo richiamo e mi sussurra al telefono della possibilità di allenare la rappresentativa allievi. Non solo, mi comunica che il presidente Tisci, che in passato avevo già conosciuto, vuole parlarmi al più presto per sancire l’eventuale intesa. La mia risposta quale è stata? Non ho bisogno di riflettere, vengo a piedi. Quando facciamo questo incontro? Dopo pochi giorni, vado nella sede Figc di via Pende e in un baleno la stretta di mano con il massimo dirigente federale pugliese». Le impressioni ricavate dopo il colloquio. «Il presidente mi parla dell’incarico, esterna fiducia nei miei confronti, crede nelle mie qualità professionali. L’ho ringraziato dichiarando che ero orgoglioso di poter guidare la selezione pugliese degli allievi. Per me oltre ad essere una occasione irripetibile di lavoro, può essere il trampolino per la mia carriera professionale. E sin dai primi allenamenti ho potuto constatare una organizzazione capillare, curata nei minimi dettagli. Una professionalità impressionante». Il materiale umano a disposizione dopo i primi raduni. «Una buona cifra tecnica e stiamo scandagliando tutto il territorio pugliese per attingere il meglio. Siamo a buon punto, non ci manca molto. Ho già le idee chiare circa l’identità del gruppo. Oltre alle qualità dei singoli, la mia squadra avrà come punto di forza l’organizzazione. Ci stiamo lavorando, non abbiamo molto tempo a disposizione. Il mio modello tattico? Il 4-3-3 e con i ragazzi che ho in organico, lo si può brevettare senza problemi». Gli obiettivi? «Non voglio sembrare spocchioso, ma il sottoscritto vuole vincere. Per me non esiste il grigio o il nero, ma solamente il bianco».
IL PROFILO Diaw Doudou, 42 anni da fare il prossimo 31 Ottobre, senegalese, approda in Italia nel 1997. Ci arriva per una breve vacanza per incontrare il suo amico e collega calciatore Dossou. E durante una gara di torneo a Milano, viene adocchiato dal Perugia. Viene tesserato dai grifoni e girato al Milazzo. Da qui il passaggio all’Igea, poi l’ingaggio nell’Ancona dove fa il suo esordio in serie B. Quattro stagioni con il Bari, poi il trasferimento al Torino in B dove vince il campionato e si guadagna la massima serie. L’esordio in A contro il Milan, gara lodevole la sua. Poi, il ritorno in B con il Cesena e poi ad Avellino. Poi nell’ordine, Atletico Roma, Pergocrema, Matera, Monterotondo Lupa. A trenta sette anni il suo ultimo anno con il Mola, campionato di Eccellenza. Dopo questa esperienza dice basta con il calcio giocato. Come allenatore invece, inizia con la New Football Academy Bari ed ora la grande occasione con la rappresentativa allievi.

fonte: http://torneodelleregioni.lnd.it/