TABAREZ: “SIAMO AL GRAN BALLO CONTRO I MIGLIORI DEL MONDO”


Un traguardo su cui nessuno avrebbe mai scommesso. Il Maestro parla con occhi trasognati, mentre la storia gli passa davanti. Ne sente il peso, perché non può non sentirlo: un paese intero oggi sarà appeso a Uruguay-Olanda, immaginando l’inimmaginabile. Ma Oscar Tabarez è uomo di raffinata intelligenza, quindi conosce l’ironia e i suoi mille rivoli: “Siamo qui, a una festa. A cui però non eravamo stati invitati… Lo sappiamo bene. Siamo circondati da nazionali forti, organizzate, piene di giocatori di valore. Però abbiamo il diritto di rimanere a ballare in questa festa, lo vogliamo. Per rispetto nostro e dei nostri avversari”. Che uomo, il Maestro. Sa quello che si dice in giro, che l’Uruguay è l’intruso, se ne rende conto anche lui ma respinge ogni insinuazione, il tutto con classe e pacatezza, appoggiandosi su ogni parola, scandendole: “Dite che dobbiamo vergognarci per il fallo di mano di Suarez contro il Ghana? Si vergogni piuttosto chi fa speculazioni su quel rigore. Si è trattato di una normalissima azione di gioco, era già accaduto in Australia-Ghana e nessuno aveva detto niente, era capitato anche in un Uruguay-Spagna del Mondiali ’90 solo che all’epoca non c’era l’espulsione… Le polemiche nascono perché il Ghana ha sbagliato il rigore, ma Suarez come poteva saperlo prima?”.
Mette il broncio ai giornalisti che gli hanno spiato l’allenamento della vigilia, così per la prima volta non annuncia la formazione: “Voi non siete stati ai patti e io faccio lo stesso”. Autocritica, ma anche orgoglio: “Siamo soddisfatti del nostro cammino. Non del gioco, che non è stato eccellente, ma dei risultati. Abbiamo compiuto un grande sforzo per arrivare qui, siamo una nazione di tre milioni e mezzo di abitanti, ma con una percentuale di calciatori elevatissima. Se sapeste l’effetto che le nostre partite hanno prodotto in Uruguay… Ora tutti parlano di noi, sognano. Ci sono bambini, ragazzi e anche trentenni, che non avevano mai vissuto una cosa simile. Stasera ci guarderanno, e come loro tanti nel mondo che sperano in una rivincita dei piccoli contro i giganti”. Un simbolo planetario, l’Uruguay, quindi perché non sognare ancora? “L’Olanda è più forte in teoria, ma la più forte si scopre alla fine. Dovremo giocare una partita perfetta, lo sappiamo. La nostra motivazione è eccezionale, siamo al gran ballo contro i migliori del mondo. Sarà l’Olanda ad avere più pressione. Che gusto, sarebbe, far cambiare idea a tanti, quelli che scrivevano che non saremmo arrivati da nessuna parte. Ma il calcio è come la vita, tutto passa in un attimo, nulla dura per sempre”.