IL TEMA DELLA VIOLENZA NEGLI STADI IN RICORDO DEL TIFOSO LAZIALE PAPARELLI

Quel missile attraverso tutto il campo e lo colpì in piena faccia ferendolo a morte davanti alla disperazione della moglie Wanda, che in quell’occasione lo aveva accompagnato all’Olimpico. Se quel razzo non fosse partito, probabilmente adesso Vincenzo Paparelli, da buon sessantacinquenne, sarebbe stato un pensionato come tanti, uno di quelli che ogni domenica si reca allo stadio per tifare la sua Lazio. Avrebbe potuto gioire per le reti di Klose, per le falcate di Cisse, per le magie di Hernanes, per i recuperi di Diàs, ma il destino, quel pomeriggio, decise di riservargli un tragico epilogo, figlio della stupidità umana e di misure di sicurezza sicuramente non adatte. Incredibilmente quella partita iniziò lo stesso, nonostante il clima surreale che si era venuto a creare, terminando per quel che conta con il punteggio di uno a uno. Le reti vennero messe a segno da Pruzzo per la Roma e da Vincenzo Zucchini per la Lazio. La redazione de Lalaziosiamonoi.it, nel giorno della commemorazione di quella tragedia, è andata a disturbare in Esclusiva proprio l’autore del gol biancoceleste che ha raccontato le emozioni provate sul campo in quella assurda domenica di ottobre: «Il ricordo sicuramente è quello di un derby atteso prima che succedesse tutto. Adesso si tratta di un ricordo triste, amaro per ciò che successe in quella partita perché come tutti saprete ci fu quell’incidente in cui il povero Paparelli perse la vita». La partita di giocò in un’atmosfera surreale, con i tifosi ovviamente sconvolti dall’accaduto ma sul campo non si era ancora saputo completamente cosa fosse successo: «C’era un clima di preoccupazione, di tensione. Prima della partita anche il nostro capitano Pino Wilson andò a parlare con i tifosi dell’accaduto. Noi sapevamo in parte, sapevamo di questo razzo che era partito dalla curva e aveva colpito un tifoso della Lazio e quindi si giocò questa partita. Sicuramente un derby giocato per volerlo vincere ma comunque con una tristezza per ciò che era successo. Non sapevamo però che il tifoso fosse morto». L’arbitro infatti decise di far iniziare comunque la partita, una scelta dettata probabilmente anche per evitare che succedessero ulteriori disordini: «Non lo so, forse se non si fosse giocata la partita sarebbero successi incidenti drammatici. La tensione sarebbe cresciuta con il passare del tempo». Questo il ricordo di Vincenzo Zucchini, un centrocampista con il vizio del gol che adesso continua a lavorare nel mondo del calcio in qualità di team manager del Pescara.

fonte: Lalaziosiamonoi.it