PER LA PRIMA VOLTA AI MONDIALI SPAGNA CONTRO PORTOGALLO
Un altro ottavo di finale che spedirà a casa una delle squadre più ambiziose, che inevitabilmente sfornerà un’altra grande delusa, ma che promette anche grande spettacolo. Ma, ovviamente, Spagna-Portogallo è molto di più. Intanto è un derby che per una strana coincidenza al mondiale non si è mai giocato. Ed è anche la sfida fra due scuole calcistiche di grande tradizione, ma di modesto palmares. I campioni d’Europa in carica non hanno mai superato i quarti di finale in un campionato del mondo, se si fa eccezione per la partecipazione al girone finale dei mondiali 1950 vinti poi dall’Uruguay di Ghiggia e Schiaffino. Il Portogallo ai mondiali non si qualifica quasi mai (è solo alla sua quinta partecipazione) ma nonostante questo ha già ottenuto risultati molto migliori della vicina: due semifinali, nel 1966 e quattro anni fa. E’ un derby, ed una sfida fra due “mentalità”, il calcio spumeggiante, basato sul possesso di palla e spesso un pò scriteriato degli spagnoli affronta quello un pò’ triste dei portoghesi che hanno fama di eccellenti palleggiatori con poca attitudine al gol: nel girone ne hanno fatti sette, ma tutti alla disastrata Corea del Nord, giocando però 270 minuti senza subire reti. La variabile che può cambiare la storia del calcio lusitano si chiama Cristiano Ronaldo, la stella che fin qui non ha brillato un granchè, ma che è fondamentale per le ambizioni del Portogallo. ”Non ho nessuna ossessione per Cristiano Ronaldo – ha detto ieri Vicente Del Bosque, tecnico degli spagnoli – è un buon giocatore ma tutto il Portogallo è una buona squadra. Fisicamente stiamo molto bene, siamo in crescita. Credo che questo sia un buon momento per il calcio spagnolo, indipendentemente da come andrà domani. C’e’ una generazione di calciatori con grande qualità, soprattutto a centrocampo”. Probabile la conferma della squadra che ha battuto il Cile, con Fabregas in panchina che sarà chiamato a portare freschezza e fantasia a partita iniziata”.
Se il Portogallo aspetta Ronaldo, anche la Spagna ha una stella fin qui opaca, anche per guai fisici, ovvero Fernando Torres. Se David Villa è stato fin qui una garanzia di gioco e affidabilità, Del Bosque sa benissimo che da adesso in poi senza i gol del Nino puo’ essere un problema, nonostante il suo centrocampo garantisca soluzioni offensive di prim’ordine. Per il loro status di campioni d’Europa e di favoriti le furie rosse hanno maggior pressione, provocata anche dal ct di due anni fa Luis Aragones che non perde occasione per punzecchiare il suo successore. Sull’altra sponda l’attesa e’ grande per una partita che può schiudere le porte per un altro mondiale da protagonista assoluta o per un mesto ritorno a casa. Il tecnico Carlor Queiroz, che sette anni fa sostituì fra le polemiche proprio Del Bosque sulla panchina del Real Madrid, non vuole aspettare la Spagna, ma provare ad attaccarla. ”Certo sarà un grande spettacolo – ha detto – noi vogliamo vincere e quel che conta è fare gol. Credo che in una partita di questo tipo un allenatore debba sapersi prendere dei rischi. Se il Portogallo vuole andare avanti bisognerà essere offensivi, dovremo giocare con pragmatismo e realismo, coscienti del valore dell’avversario, ma giocando con un millimetro d’anticipo”.
Fonte: Ansa.it
