MONTELLA, L’AEROPLANINO CHE VUOL FAR VOLARE L’AS ROMA


Montella in conferenza stampa ha detto: “Sapevo che alcuni di quei ragazzi non avrebbero avuto più la chance di giocare una finale scudetto”. Un allenatore che si pone questi interrogativi ha un grande cuore ed è giusto che abbia una chance (forse più di una chance) anche nel calcio degli adulti; ed infatti puntuale è arrivata la “chiamata” della società giallorossa. Una decisione che ha scatenato molta curiosità, molti dubbi e tante riflessioni. Noi de ilcalcionline.it vi proponiamo quella del blog di F. Bocca di Repubblica.it.
Ecco cosa scrive il bravo opinionista del giornale diretto da Ezio Mauro.
“Su Montella allenatore della Roma sottolineo un paio di cose: ormai l’esperienza da allenatore, il corso di Coverciano, la cosiddetta gavetta che un tempo tutti facevano (lo stesso Mourinho tutto sommato ha cominciato facendo l’interprete) non contano più. Si può arrivare su una panchina di serie A per altri motivi: perché si ha una grande esperienza da calciatore, perché si è in un determinato ambiente da anni, perché si è un buon motivatore, perché si sa stare in uno spogliatoio, perché si è l’unica soluzione possibile. Ferrara, Leonardo, se non per risalire addirittura quasi 20 anni fa a Capello stanno lì a dimostrarlo.
Detto questo non credo che sia giusto parlare di “autogestione” della Roma, così come da qualche parte si è evidenziato. Piuttosto è chiaro che adesso la squadra è stata messa a nudo e fortemente responsabilizzata. L’allenatore del 2000 ormai è il responsabile di una équipe dove ci sono preparatori atletici, esperti di vario tipo, e perfino “tattici”, un po’ come sulle barche di Coppa America. Il capo mette insieme tutto ciò che raccoglie dai suoi assistenti e decide. Nessuno di noi conosce Montella come allenatore: gestire comunque gli umori, le beghe di spogliatoio e i misteriori dolorini dei giocatori è forse oggi il primo compito di un allenatore moderno”.

FONTE: repubblica.it