L’IMPEGNO DI ABETE PER REGOLARE AVVIO DEI CAMPIONATI

Sono stati questi gli argomenti affrontati dal Presidente federale Giancarlo Abete nel corso di un’intervista rilasciata alla rubrica radiofonica “La Politica nel Pallone” e che ieri sono stati argomento di discussione del Consiglio federale FIGC.
“La linea è quella di compiere uno sforzo di tipo organizzativo per dare luogo ad approfondimenti compatibili con il regolare inizio dei campionati” –  ha esordito Abete, con riferimento alla vicenda scommesse le cui audizioni di competenza della Giustizia sportiva inizieranno il prossimo 4 Luglio. “La Procura, come è sempre è stato e sempre sarà, ha piena autonomia. Questa esperienza però testimonia l’esigenza di strutturare in maniera più forte l’ufficio della Procura federale, che ha un lavoro sempre più imponente da svolgere ma con l’utilizzo di volontari – ha sottolineato –  E’ un ufficio strategico per il mondo del calcio: il numero di pratiche ed interventi si è ampliato e occorre strutturarsi in maniera adeguata”. Come noto, Palazzi nei prossimi giorni presenterà la propria relazione in merito all’assegnazione dello scudetto 2006 per le valutazioni di competenza del Presidente e del Consiglio federale: “Attendiamo nei prossimi giorni che il procuratore federale completi un lavoro che non e’ collegato all’esposto della Juventus ma ad un iter autonomo che ha scontato il fatto di dover ottenere delle telefonate rese note ad aprile. Dopodiché, il sottoscritto ed il Consiglio Federale faranno le loro valutazioni”.

Abete ha poi sottolineato l’auspicio che si giunga presto ad una conclusione della vicenda legata alla distribuzione dei diritti TV della Lega A, esortando le parti affinché “prevalga la responsabilità” e si ponga fine al braccio di ferro tuttora in corso. E ribadendo il massimo rispetto e fiducia nei riguardi delle istituzioni dello sport italiano e del Presidente del CONI Petrucci, ha riaffermato come la carenza di investimenti internazionali nel calcio italiano  imponga delle soluzioni strategiche per il futuro: “Avere tutti imprenditori italiani non è una debolezza ma un patrimonio: ciò posto sarebbe gradito un maggiore appeal del calcio italiano per i capitali esteri”.

FONTE: figc