GIGI BUFFON: “NON SO QUANDO TORNO”


“Se so quando rientro? No, non lo so, perché è un’operazione talmente particolare che non puoi permetterti di sbilanciarti. Un nervo è un tessuto talmente particolare che non ti dà tempi di recupero così precisi. Diciamo che nel giro di 12 mesi torno”. La permanenza alla Juve non è mai stata in discussione. “Non ho detto no a nessuna proposta e a nessuna offerta perché non avevo mai preso ancora in considerazione il fatto di andare via dalla Juve, è molto semplice. Nel momento in cui non c’è quella volontà, non c’è nemmeno l’interesse a prendere in esame o sapere se qualcuno è interessato a te – spiega il portiere -. Credo che l’amore, l’affetto che mi dimostrano giornalmente i tifosi della Juve, anche quando sono al mare, sia un qualcosa di grandioso ed impagabile. Sicuramente quest’anno non sarà la cosa più semplice del mondo perché, un po’ come in Nazionale, anche la Juve è un cantiere aperto – spiega Buffon -. E’ cambiata tantissima gente, tantissimi giocatori e quindi quando c’è uno stravolgimento simile è normale che non puoi pretendere o avere la certezza di vincere immediatamente”. Ancora una domanda sul Mondiale. “In Sudafrica abbiamo visto l’altra faccia della medaglia. Era difficile poter ripetere quello che abbiamo fatto 4 anni fa, ma nessuno di noi si aspettava di poter uscire in maniera così prematura da questo Mondiale”. “Con me in campo sarebbe andata allo stesso modo perché chi mi ha sostituito l’ha fatto bene, ha fatto tutto quello che doveva fare – prosegue -. Di sicuro si è visto che in quei 20 minuti con Pirlo in campo (contro la Slovacchia, ndr) la squadra aveva un fisionomia ed una personalità diverse, quello sì. Con Buffon, non lo possiamo dire perché l’abbiamo visto in campo solo 45 minuti”. Si è chiusa senza gioia l’avventura azzurra del ct Marcello Lippi. “E’ una persona correttissima, una persona che a differenza di molte altre ha le proprie idee, e con le proprie idee spessissimo ha vinto e ogni tanto ha perso, come capita a tutti nel mondo del calcio.  Non tutti però vanno avanti con la propria testa e non tutti portano avanti le proprie idee e mantengono la coerenza che ha avuto lui – dice Buffon, che dà il benvenuto a Cesare Prandelli -. Mi auguro di poter dare una mano, a lui e alla nostra Nazionale, e di non essere mai un peso”.